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JOSEPH KOSUTH-MAP

‘A CHAIN OF RESEMBLANCE’, 2025

Neon bianco caldo montato direttamente sulla parete
Collection of the artist

‘A Chain of Resemblance’
è un’installazione al neon site-specific commissionata per la mostra, in cui Kosuth riprende la sua pratica di testi rielaborati: così come uno scrittore usa parole altrui rivendicando una propria responsabilità autoriale, egli si appropria di intere frasi, paragrafi e talvolta intere biblioteche.

Il riferimento a Foucault, che descrive il mondo come un sistema di analogie in cui le cose si rispecchiano attraverso domini diversi, acqua, terra e cielo, dando luogo a una catena continua di “somiglianze”, è tutt’altro che casuale: la conoscenza non è un’entità autonoma, ma il risultato delle relazioni storiche, sociali e linguistiche in cui è radicata.

Trasformando il linguaggio in esperienza spaziale, Kosuth fa della lettura un esercizio di consapevolezza critica.

  • ‘ONE AND THREE MIRRORS’ [ENG.], 1965

    Due fotografie montate e specchio
    Collection of the artist
    Courtesy of the artist and Sean Kelly Gallery

    L’opera fa parte dalla serie One and Three (Uno e Tre) delle Proto-Investigations (Proto-Investigazioni), e segna un momento cruciale nella pratica di Kosuth e dell’emergente arte Concettuale. 

    Affiancando un oggetto comune, come uno specchio, alla sua immagine e alla sua definizione all’interno di un contesto artistico, emergono due influenze costanti di Kosuth: Ludwig Wittgenstein e Marcel Duchamp. 

    Dalla tesi wittgensteiniana secondo cui significato e uso sono inseparabili, Kosuth deriva una domanda che attraversa l’intero suo percorso: qual è la funzione dell’arte? Una domanda posta per primo da Duchamp.

    A differenza degli oggetti statici inclusi negli altri lavori della serie, lo specchio introduce una dimensione ulteriore: riflettendo lo spettatore, l’opera si apre a un gioco dinamico con il contesto in cui l’opera stessa è situata.

  • ‘ONE AND EIGHT – A DESCRIPTION’, 1965

    Neon bianco montato direttamente sulla parete
    Collection of the artist
    Courtesy of the artist

    Un rinomato lavoro tautologico del 1965, ‘One and Eight – A Description’ (‘Uno e Otto – Una Descrizione’) esemplifica l’indagine di Kosuth sulla produzione e sul ruolo del linguaggio e del significato nell’arte. L’installazione testuale descrive i propri componenti fisici e concettuali quali materiali, struttura, colore ed essenza, permettendo all’opera di esistere esattamente come viene definita.

    Ogni parola funziona sia come descrizione sia come parte dell’oggetto, creando un sistema chiuso e autoreferenziale in cui il significato emerge dal linguaggio anziché dalla rappresentazione. 


    Ispirandosi a Ludwig Wittgenstein, Kosuth mette in luce i limiti del linguaggio, utilizzando il neon, mutuato dalla segnaletica e dall’iconografia urbana, per avvicinare l’arte alla comunicazione quotidiana.

  • ‘TITLED (ART AS IDEA AS IDEA)’ [QUESTION] (ENG. WEBSTER N.D.), 1967

    Fotografia montata 
    Collezione privata
    Courtesy of the artist and Almine Rech Gallery

    Quest’opera fa parte della serie The First Investigation (La Prima Investigazione), che Kosuth iniziò nel 1966: una sequenza di ingrandimenti fotografici in negativo che raffigurano definizioni dizionaristiche e voci etimologiche. 

    Questi lavori erano concepiti come “forme di presentazione” riproducibili, pensati per eliminare “l’aura” associata alla pittura tradizionale. Togliendo lo sguardo dall’oggetto fisico, Kosuth spostava l’attenzione dello spettatore verso domande fondamentali sulla natura dell’arte e del linguaggio.

    Come disse l’artista riguardo al titolo dell’opera: «‘L’arte come idea’ era ovvio; ovvero le idee o i concetti come opera in sé... Aggiungendo nella seconda parte, ‘Arte come Idea, come Idea’, intendevo suggerire che il vero processo creativo e la svolta radicale, consisteva nel cambiare l’idea stessa di arte.»

  • ‘TITLED (ART AS IDEA AS IDEA)’ [future] (ENG. WEBSTER N.D.), 1967

    Fotografia montata 
    Collezione privata
    Courtesy of the artist and Almine Rech Gallery

    Quest’opera fa parte della serie The First Investigation (La Prima Investigazione), che Kosuth iniziò nel 1966: una sequenza di ingrandimenti fotografici in negativo che raffigurano definizioni dizionaristiche e voci etimologiche. 

    Questi lavori erano concepiti come “forme di presentazione” riproducibili, pensati per eliminare “l’aura” associata alla pittura tradizionale. Togliendo lo sguardo dall’oggetto fisico, Kosuth spostava l’attenzione dello spettatore verso domande fondamentali sulla natura dell’arte e del linguaggio.

    Come disse l’artista riguardo al titolo dell’opera: «‘L’arte come idea’ era ovvio; ovvero le idee o i concetti come opera in sé... Aggiungendo nella seconda parte, ‘Arte come Idea, come Idea’, intendevo suggerire che il vero processo creativo e la svolta radicale, consisteva nel cambiare l’idea stessa di arte.»

  • ‘THE FIFTH INVESTIGATION’, 1969

    28 etichette dattiloscritte, montate
    Collection of the artist
    Courtesy of the artist and Castelli Gallery

    ‘The Fifth Investigation’ (‘La Quinta Investigazione’) fa parte della più ampia serie delle Investigations (Investigazioni), 1969–1970, un momento di transizione fondamentale nella pratica concettuale di Kosuth.

    Per garantire una presentazione essenziale e priva di connotazioni estetiche tradizionali, l’artista adottò modalità espositive anticonvenzionali come etichette dattiloscritte fissate alle pareti o quaderni disposti su tavoli.

    La Quinta Investigazione consiste in ventotto schede
    dattiloscritte che presentano enigmi logici e contestuali. Selezionati e rielaborati da Kosuth, questi problemi richiedono un ragionamento logico piuttosto che una conoscenza nozionistica, stimolando un pensiero astratto.

    Attingendo ai “giochi linguistici” di Ludwig Wittgenstein, Kosuth dimostra che il significato non è intrinseco, ma determinato dalle regole e dal contesto specifico di un ambiente, in questo caso quello dell’arte.

  • ‘CLOCK (ONE AND FIVE)’ [ETY.-HIST.], 1965

    Quattro fotografie montate e orologio
    Collection Lia Rumma
    Courtesy of Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

    ‘Clock (One and Five)’ amplia la serie delle Proto-Investigazioni esplorando la relazione tra oggetti, linguaggio e astrazione del tempo. Associando un semplice orologio, la sua fotografia e le definizioni dizionaristiche, l’artista sposta l’attenzione dall’oggetto fisico alla sua costruzione concettuale.

    Diversamente dalla sedia statica di ‘One and Three Chairs’, l’orologio introduce la dimensione temporale, invitando lo spettatore a riflettere su come l’arte, il linguaggio e le immagini plasmino la nostra percezione della realtà.

  • INTERNATIONAL LOCAL (SARAH CHARLESWORTH; JOSEPH KOSUTH; ANTHONY MCCALL) ‘A CHE PUNTO SEI?’ / ‘WHERE ARE YOU STANDING’, 1976

    Stampa offset 
    Courtesy of the artist

    Prodotta e disegnata da Kosuth come manifesto per la
    37ª Biennale di Venezia del 1976, nell’ambito del collettivo International Local insieme a Sarah Charlesworth e Anthony McCall, quest’opera è una riflessione critica sulle dinamiche sociali e politiche del mondo dell’arte, ancora oggi di grande attualità.

    Invitando lo spettatore a posizionarsi come Produttore
    (artista), Intermediario (curatore o gallerista) o Consumatore (pubblico), l’opera trasforma il labirinto in un percorso autoreferenziale attraverso il linguaggio e l’identità, in cui il significato cambia a seconda del ruolo che ciascuno occupa all’interno del sistema dell’arte.

    PRENDI UNA COPIA / TAKE A COPY

  • ‘TEXT/CONTEXT’, 1978-1979

    20 fotografie originali montate
    Photographs Collection of the artist Courtesy of Spruth Magers Gallery


    ‘Text/Context’ (1979) fu concepita da Kosuth per la sua retrospettiva al Van Abbemuseum di Eindhoven, e successivamente presentata in diverse sedi in Europa, negli Stati Uniti e in Canada.

    L’opera è composta da paragrafi scritti dall’artista per essere letti in due contesti pubblici: la strada e lo spazio espositivo. Inizialmente esposti in forma anonima su cartelloni pubblicitari, come comunicazioni commerciali, i testi furono allestiti successivamente come carta da parati all’interno di musei o gallerie.
    Attraverso questa ricollocazione Kosuth mostra come il significato dipenda dai diversi contesti culturali, invitando lo spettatore a interrogarsi sui meccanismi attraverso cui la cultura di massa produce e interpreta il senso.

  • ‘THE SEVENTH INVESTIGATION (A.A.I.A.I.) PROPOSITION ONE’, 1970

    Striscione nello spazio pubblico 
    Dimensioni variabili 
    Collection Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI)
    Courtesy the artist and collection FAI-Villa e Collezione Panza, Varese

    Gift Rosa Giovanna Magnifico Panza di Biumo, 2022
    ‘The Seventh Investigation (A.A.I.A.I.) Proposition One’,
    (‘La settima investigazione, proposizione uno’) originariamente progettato come striscione per Torino e come cartellone a Chinatown, New York, è oggi esposto sulla facciata di Palazzo Malipiero, sul Canal Grande.

    Il testo è tratto dal lavoro di Kurt Goldstein e Martin Scheerer sull’“atteggiamento astratto”che descrive una mente capace di operare al di là di ciò che è accessibile attraverso i sensi. Diffuso in contesti diversi come cartelloni, quotidiani, striscioni, spazi espositivi, invita lo spettatore a fare del pensiero stesso il soggetto dell’opera. Come per le altre investigazioni, lo spettatore deve partecipare per completare l’opera.

    L’ultima riga, “distaccare il nostro ego dal mondo esterno”, introduce però un paradosso: proprio mentre il testo chiede di separarsi dal contesto, lo spettatore vi è immerso – una strada trafficata, un ponte pedonale, un canale percorso da vaporetti.


2026

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STRANGE RULES — GLOSSARIO

ECONOMIA DELL’ATTENZIONE / ATTENTION ECONOMY

L'idea che l'attenzione umana sia una risorsa limitata diventata estremamente preziosa nel mondo digitale.

ATTENTION GUILD

Rete di persone e agenti che coordinano attenzione, contesto e risorse computazionali verso una missione condivisa.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE (IA)  /  ARTIFICIAL INTELLIGENCE (AI)

Diverse forme di tecnologia che consentono a macchine e computer di simulare le funzioni cognitive umane.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERALE  /  ARTIFICIAL GENERAL INTELLIGENCE

Un obiettivo ipotetico dello sviluppo futuro dell'IA, in cui le sue capacità possono eguagliare o superare quelle umane in qualsiasi compito.

IA GENERATIVA  /  GENERATIVE AI

Può creare nuovi contenuti a partire dall'enorme quantità di dati che ha elaborato.

APPRENDIMENTO AUTOMATICO  /  MACHINE LEARNING

Sistemi di IA alimentati con dati storici (libri, informazioni online). Un suo sottoinsieme è il Deep Learning (DL).

AGENTE DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE  /  ARTIFICIAL INTELLIGENCE AGENT

Un sistema attivo in grado di prendere decisioni, organizzare compiti e intraprendere azioni per raggiungere obiettivi specifici.

AI SLOP

Contenuti di bassa qualità prodotti in massa dall'intelligenza artificiale.

ALGORITMO  /  ALGORITHM

Istruzioni su come eseguire operazioni o prendere decisioni per raggiungere un determinato obiettivo.

MODELLO BASE  /  BASE MODEL

La versione originale e generica di un'intelligenza artificiale.

BLOCKCHAIN

Un registro digitale condiviso che archivia dati sotto forma di catena di blocchi in modo trasparente e sicuro.

CHATBOT

Un risponditore automatico che risponde alle domande di una persona in base alle proprie conoscenze.

PROGRAMMAZIONE  /  CODING

Scrittura o generazione del funzionamento interno di un dispositivo elettronico. Ne esistono diverse tipologie.

PROGRAMMAZIONE AGENTIVA  /  AGENTIC CODING

Programmare un software affinché agisca in modo sempre più autonomo e modifichi il proprio codice per raggiungere un obiettivo.

VIBE CODING

Approccio intuitivo e rapido per il raggiungimento dell'obiettivo.

RETE GENERATIVA DI PATTERN COMPOSITIVI (CPPN)  /  COMPOSITIONAL PATTERN PRODUCING NETWORK (CPPN)

Sistema che crea immagini e forme sulla base di funzioni matematiche, anziché copiare fotografie.

PROGRAMMAZIONE CONTESTUALE  /  CONTEXT CODING

Utilizza il proprio contesto, ovvero le informazioni circostanti, per guidare la scrittura e l'esecuzione del codice.

EMBEDDING

Traduzione dei dati in liste di numeri comprensibili a un computer.

ALLUCINAZIONE  /  HALLUCINATION

Un modello di IA che produce con sicurezza informazioni che sembrano plausibili ma sono errate o inventate.

HOST

Sistema o ambiente (come un server o un'applicazione) che esegue il modello e gestisce i suoi input e output.

MODELLO LINGUISTICO DI GRANDI DIMENSIONI (LLM)  /  LARGE LANGUAGE MODEL (LLM)

Sistema di IA addestrato su enormi quantità di testo per comprendere e generare linguaggio simile a quello umano.

ADDESTRAMENTO DEL MODELLO  /  MODEL TRAINING

Insegnare a un'IA fornendole grandi quantità di dati e regolandola per migliorarne i risultati.

RETE NEURALE  /  NEURAL NETWORK

Un'IA composta da strati di unità semplici interconnesse che collaborano per riconoscere pattern e fare previsioni a partire dai dati.

TOKEN NON FUNGIBILE (NFT)  /  NON-FUNGIBLE TOKEN (NFT)

Un NFT è un certificato digitale di proprietà, non l'immagine o il file in sé.

PROMPT

Input fornito all'IA (una domanda o un'istruzione) che indica al modello come rispondere.

PROTOCOLLO  /  PROTOCOL

Un insieme di regole sottostanti che determina il comportamento dei sistemi, le loro interazioni e la produzione di significato nel tempo.

PROTOCOL ART

Un medium che opera a monte dei media: agisce al livello dei sistemi che li producono, concentrandosi sulle regole, gli incentivi e gli standard che determinano il modo in cui la cultura viene creata e condivisa.

ARCHIVIO  /  REPOSITORY

Un archivio digitale per il codice sorgente.

CONTRATTO INTELLIGENTE  /  SMART CONTRACT

Contratto che si esegue autonomamente, senza necessità né possibilità di intervento umano.

SET DI ADDESTRAMENTO  /  TRAINING SET

Raccolta di dati di esempio utilizzata per insegnare a un'IA a riconoscere pattern e fare previsioni.

UPSTREAM

Lo strato nascosto al di sotto dei contenuti visibili. Il luogo in cui vengono create le regole, i sistemi e i protocolli che modellano i media.

STRANGE RULES — mappa

PIANO TERRA

Il Piano Terra, progettato con lo studio di architettura sub, presenta l’opera di Mat Dryhurst e Holly Herndon, la nuova installazione di Joshua Citarella e New Models, accanto alla ricerca sulle planarie del biologo Michael Levin e ai Picbreeder di Ken Stanley, oltre a un’opera di Agnieszka Kurant.

Questo livello fungerà da hub dinamico per interventi time-based, tra cui lecture, performance e proiezioni. I visitatori potranno inoltre esplorare l’installazione unica che si sviluppa per l’intera durata della mostra. Il cortile presenta un progetto del collettivo terra0 e la premiere europea del film di Ayoung Kim.

  • Agnieszka Kurant

    Wordoid

    2026

  • Mat Dryhurst & Holly Herndon

    Attention Guild

    2026

  • Joshua Citarella & New Models

    Online Marketplace of Ideas

    2026

  • Michael Levin

    Double-Headed Planaria

  • Ken Stanley

    Picbreeder

    2008–2020

  • Ken Stanley

    Picbreeder

    2008–2020

  • Ayoung Kim

    Dancer in the Mirror Field

    2025

  • terra0

    Autonomous Forest

    2025–ongoing


PRIMO PIANO

Il primo piano ospita una serie di installazioni site-specific che approfondiscono i temi della Protocol Art — in dialogo diretto con le opere e le attività del piano terra — oltre a una nuova commissione permanente di Philippe Parreno.

  • Trevor Paglen

    Voyager
    2026

  • Stephanie Dinkins

    Not the Only One
    2018

  • Primavera De Filippi

    Plantoid
    2015–ongoing

  • Simon Denny with Venkatesh Rao

    Monsters Between Worlds
    2026

  • Lorenzo Senni

    It Oscillates
    2026

  • Avery Singer

    Vanessa
    2026

  • Fabien Giraud

    The Feral – Epoch 1
    2025–2026

  • Ho Tzu Nyen

    P for Power
    2026

  • Lawrence Abu Hamdan

    Waterfalls
    2026

  • Philippe Parreno

    The Diambulist Humself
    2026


SECONDO PIANO

La Video Room al secondo piano propone una selezione di opere video che offrono ulteriori prospettive sulla relazione tra arte e tecnologia.

Lynn Hershman Leeson
Cyborgian Rhapsody Series
1994–2023

He Zike
Saros
2020–2023

Agnieszka Kurant
Phantomatics
2026

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Mostre in corso

Mostre

Mostre in corso

coming soon

The Next Earth. Computation, Crisis, Cosmology

a cura di Benjamin Bratton, Nicholas de Monchaux e Ana Miljacki

10 maggio - 23 novembre 2025

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Palazzo Diedo
Berggruen
Arts & Culture

Contatti
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+39 041 2438678

Fondamenta Diedo
Cannaregio 2386
30121 Venezia