Skip to main content
CHI SIAMO

Berggruen Arts & Culture

Foto di Alessandra Chemollo

Istituito da Berggruen Arts & Culture, fondazione benefica creata dal collezionista e filantropo Nicolas Berggruen, Palazzo Diedo si propone di approfondire il legame tra l'arte contemporanea e il passato, e tra l'Oriente e l’Occidente. Ospiterà residenze d'artista, mostre, eventi, film e performance su cinque diversi livelli con una superficie totale di 4.000 metri quadrati.


Nel 2021, Nicolas Berggruen ha acquisito anche la Casa dei Tre Oci, a Venezia, per farne il centro europeo del Berggruen Institute, una casa delle idee e un luogo di dialogo globale che avrà un programma internazionale di summit, workshop, simposi e mostre.

Palazzo Diedo

Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove Studio_38
Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove Studio_38
Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove
Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove Studio_38

Il Palazzo riapre le porte dopo oltre due anni di restauro che hanno riportato allo splendore i monumentali spazi decorati con affreschi e stucchi del ‘700 e ‘800 dopo un lungo abbandono.

Costruito nella seconda metà del XVIII secolo su progetto dell’architetto Andrea Tirali come residenza dell’importante famiglia Diedo, il Palazzo affacciato sul Rio della Maddalena si sviluppa su cinque livelli, con una superficie totale di circa 4.000 metri quadrati, due piani nobili, un mezzanino e un’ampia mansarda che sarà dedicata alle residenze di artisti.

Con un numero incredibile di finestre che accolgono la calda luce della laguna su tutti i lati, il Palazzo presenta notevoli elementi decorativi a partire dal Piano Terra che con la sua altezza di 8 metri presenta due portali, che costituivano una originale composizione a croce latina, sovrastati da una trabeazione a fasce e da un piccolo timpano centrale con figure in gesso. Il mezzanino conserva decori con stucchi monocromi e colori pastello, cornici a motivi floreali e medaglioni con ritratti. Prezioso è soprattutto l’apparato decorativo dei soffitti delle sale del Primo Piano con un ciclo pittorico realizzato da Francesco Fontebasso dipinto nel 1765 con temi allegorico-mitologici, e uno lievemente più tardo attribuito a Costantino Cedini eseguito per celebrare le nozze di Antonio Diedo, futuro segretario perpetuo della nuova Accademia di Belle Arti con Lucrezia Adriana Nani avvenute nel 1795. In fine, il secondo Piano Nobile, in futuro destinato ai laboratori d’artista, presenta nel solo portego centrale sei grandi affreschi di Capricci romani monocromi.

A seguito del fallimento della famiglia Diedo il Palazzo fu acquistato dal Comune di Venezia nel 1889 destinato alla funzione di scuola elementare, il cui ricordo è ancora vivido nella memoria dei veneziani, e successivamente divenne sede del Tribunale di Sorveglianza.

Dopo un decennio di abbandono, oggi Palazzo Diedo mira ad essere un organo attivo nel ricco tessuto cittadino ospitando installazioni permanenti create appositamente per i suoi spazi, oltre ad eventi performance, simposi e proiezioni. A partire dal 2026 ospiterà un programma di residenze d’artista per la promozione della creazione artistica a Venezia in diretta collaborazione con artigiani specializzati nelle diverse tecniche della tradizione locale come il vetro, la costruzione navale, i tessuti, la ceramica e la porcellana, la forgiatura del ferro.

Opere Site-Specific

Palazzo Diedo inaugura al pubblico nell'aprile 2024 con la mostra JANUS, che presenta 11 interventi originali site-specific e permanenti di altrettanti artisti di fama internazionale: Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, AYA TAKANO, Lee Ufan e Liu Wei.
 

 

Gli interventi degli artisti sono stati concepiti in dialogo con l'architettura e le caratteristiche dell'edificio settecentesco realizzato da Andrea Tirali, un tempo sede di una delle più potenti famiglie veneziane e successivamente utilizzato come scuola elementare e come tribunale. Le opere sono ispirate ai mestieri tradizionali legati a Venezia, come gli affreschi, il vetro di Murano, i tessuti preziosi e i pavimenti con il loro tipico design. 
 

 

Nel 2025 il Palazzo si arricchisce di una nuova opera site-specific, l'installazione in vetro di Murano di Marcantonio Brandolini d'Adda che va a completare e ornare l'ultimo camino rimasto di Palazzo Diedo.

Staff

Mario Codognato, Direttore, Berggruen Arts & Culture

Mario Codognato è stato, sin dalla sua fondazione nel 2005, curatore capo del MADRE, il nuovo museo d'arte contemporanea di Napoli, dove ha curato, tra le altre, le retrospettive dell'opera di Jannis Kounellis (2006), Rachel Whiteread (2007), Thomas Struth (2008) e Franz West (2010).

In precedenza ha lavorato al progetto di arte contemporanea presso il Museo Archeologico di Napoli, dove ha curato le mostre di Francesco Clemente (2002), Jeff Koons (2003), Anish Kapoor (2003), Richard Serra (2004), Anselm Kiefer (2004) e la prima retrospettiva museale in assoluto di Damien Hirst (2004).

Dal 1999 ha curato progetti pubblici site-specific per Piazza Plebiscito a Napoli, tra cui Robert Rauschenberg (1999), Joseph Kosuth (2001), Sol Lewitt (2005), Jenny Holzer (2006), Jan Fabre (2008) e Carsten Nicolai (2009). Ha curato mostre per altre istituzioni e scritto i saggi dei relativi cataloghi sull'opera di Alighiero Boetti (1992 e 1999), Richard Long (1994 e 1997), Gilbert & George (1998), Jan Fabre (1999), Brice Marden (2001), Wolfgang Laib (2005), Candida Hoeffer (2013), Douglas Gordon (2017) ed Ed Ruscha (2019). Ha curato diverse mostre tematiche, tra cui Barock al MADRE nel 2009 e Fragile? presso la Fondazione Cini a Venezia nel 2013.

Dal 2014 al 2016 è stato curatore capo presso il 21er Haus del Belvedere a Vienna, dove ha curato, tra le altre, le retrospettive di Olafur Eliasson, Tomas Saraceno e Sterling Ruby, e la mostra "Sleepless" sulla storia e il ruolo del letto nell'arte. Tra i progetti più recenti figurano Anish Kapoor al Macro di Roma (2017), Damien Hirst a Houghton Hall nel Norfolk (2018) e alla Galleria Borghese di Roma (2021) e Georg Baselitz al Museo Palazzo Grimani a Venezia (2021).

Dal 2016 è direttore della Anish Kapoor Foundation e dal 2022 della Berggruen Arts & Culture Foundation. Co-curerà nel 2024 con Gary Garrels la mostra antologica di Willem de Kooning alle Gallerie dell'Accademia di Venezia durante la prossima Biennale d'Arte.

Adriana Rispoli, Curatrice, Berggruen Arts & Culture

Adriana Rispoli è una storica dell'arte e curatrice i cui interessi sono principalmente incentrati sull'arte nello spazio pubblico, i progetti artistici site-specific e le tematiche ambientali.

È stata curatrice presso il Museo Madre di Napoli e ha collaborato alla curatela di mostre e progetti interdisciplinari con numerose istituzioni italiane e internazionali tra cui la Biennale di Venezia, il Museo di Capodimonte, la Fondazione Morra, il Museo Pignatelli a Napoli, il Parco Archeologico di Paestum, la Certosa di San Giacomo a Capri, Palazzo Incontro a Roma, Palazzo Ducale a Massa Carrara, l'Ovartaci Museum ad Aarhus in Danimarca, il Centro Culturale di Belgrado in Serbia, il Museo d'Arte Contemporanea MSU di Zagabria in Croazia, lo Zoma Museum di Addis Abeba in Etiopia, il PiSt di Istanbul, il Town House del Cairo, il CCA di Tel Aviv e il Museo Statale di Salonicco.

Ha curato numerose pubblicazioni e saggi in cataloghi, è attualmente al terzo anno di dottorato di ricerca presso l'Università di Salerno e lavora come curatrice a Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture, Venezia.

Silvio Fassi, Architetto, Berggruen Arts & Culture

Silvio Fassi si è laureato in architettura presso lo IUAV di Venezia nel 1993 e si è formato presso lo studio di Vittorio Gregotti, prima a Lisbona, partecipando all'Expo98 e a vari progetti di ristrutturazione e nuova costruzione, e poi a Milano, collaborando con Pierluigi Cerri a numerosi progetti di architettura d'interni e allestimento.

Nell'area della laguna veneta ha diretto numerosi progetti di restauro, ristrutturazione e rigenerazione urbana, tra cui: la colonia marina Enel agli Alberoni, casa Coin a Santa Sofia sul Canal Grande, il Parco Scientifico e Tecnologico Vega a Porto Marghera (Vega 2 e Vega 3), la ristrutturazione del cinema Rossini.

I progetti in corso più significativi sono la rigenerazione urbana di una vasta area a Porto Marghera (Officine Galileo, Ferriera Preo e Molo di Venezia), Ca' Diedo da le Oche a Venezia, Ca' Diedo a Santa Fosca e Casa dei Tre Oci alla Giudecca.

Pietro Lunetta, Producer, Berggruen Arts & Culture

Nato a Venezia nel 1972, sebbene destinato ad altre attività, è diventato designer dopo aver scoperto il proprio talento creativo vedendo il successo delle sue creazioni, inizialmente ideate per divertimento. Le sue naturali capacità di designer gli hanno permesso, ad esempio, di vedere una sua lampada realizzata e messa immediatamente in produzione da Nemo Italiana Luce nel 1996. Pietro si è formato e ha collaborato con lo studio di Aldo Cibic nel 1999, svolgendo contemporaneamente progetti di design per altre aziende e mostre di design, tra cui Leucos, Andromeda, EaTable Glass, Oltrelaguna, Fusion, Museo del Vetro di Murano, Aperto Vetro 1998. Il suo approccio al design è sofisticato, con la giusta dose di vivacità, racchiuso tuttavia in uno stile semplice, funzionale e pratico. La sua predilezione per ripensare oggetti ordinari, o forme classiche in un nuovo contesto, creando esperienze sorprendenti e amplificando la percezione per estenderne l'uso mantenendo un notevole livello di qualità, non è il risultato di un'ideologia o di un processo di recupero, ma piuttosto un modo per sovvertire le aspettative.

Nel 2005 Pietro ha co-fondato Façon de Venise, disegnando la prima collezione di lampadari da esterno in gomma. Nel 2009 ha iniziato una collaborazione con Fortuny, la celebre fabbrica di tessuti stampati, assumendone in seguito la direzione artistica fino al 2017.

Nel 2018 ha avviato il progetto Homer. Ricopre ruoli multidisciplinari, dal design di prodotto alla direzione artistica. È inoltre Producer per Palazzo Diedo Berggruen Arts & Culture dal 2023.

Cecilia Belis, Coordinator, Berggruen Arts & Culture

Cecilia Belis ha conseguito una laurea in lingua e letteratura araba presso la University of St Andrews (Regno Unito) per poi dedicarsi allo studio della storia dell’arte dell’area MENA con un Master alla SOAS di Londra. Arrivata a Venezia nel 2021, matura esperienza sia in ambito commerciale come assistente di galleria, sia lavorando che in contesti espositivi, tra cui La Biennale di Venezia, per poi approdare nel Dipartimento Membership della Collezione Peggy Guggenheim.

Oggi Cecilia segue da diverse sfaccettature i progetti e le attività di Palazzo Diedo – Berggruen Arts & Culture, occupandosi di comunicazione e promozione, coordinamento delle fasi operative e assistenza alla Direzione.

Palazzo Diedo
Berggruen
Arts & Culture

Contatti
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fondamenta Diedo
Cannaregio 2386
30121 Venezia