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Marcantonio Brandolini d’Adda

Marcantonio Brandolini d’Adda

1991

Marcantonio Brandolini d'Adda è un artista e designer che vive e lavora a Venezia. La sua pratica artistica si incentra sulla sperimentazione di varie tecniche scultoree a partire dai cotissi di vetro.

Oggi è Direttore creativo e AD di Laguna ~B, l'iconica azienda di bicchieri in vetro di Murano fondata dalla madre, Marie Brandolini, nel 1994. Oggi Laguna~B è conosciuta nel panorama internazionale per il suo approccio contemporaneo e di rottura al vetro artistico, e per le numerose collaborazioni con artisti e designer. Marcantonio ha inoltre curato varie edizioni della Venice Glass Week, ideando il premio Autonoma.

Brandolini d’Adda ha partecipato a mostre collettive quali L'Arca di Vetro. Animali nella Collezione Pierre Rosenberg (Le Stanze del Vetro, Venezia) e Vitrea (Triennale Milano, Milano). In precedenza, le sue sculture sono state esposte presso mostre collettive e personali presso Palo Gallery, New York PATERSON ZEVI Londra, il Museo del Vetro di Murano, Venezia; ALMA ZEVI a Venezia e New York City; e David Gill Gallery a Londra e St Moritz.

site-specific | opera permanente

Untitled

2025
Vetro

Palazzo Diedo accoglie una nuova installazione site-specific di Marcantonio Brandolini d'Adda (Parigi, 1991) Senza titolo, che fa eco agli undici interventi permanenti realizzati da artisti internazionali in dialogo con l’architettura e gli spazi del palazzo a cavallo tra il 2023 e il 2025. L'artista ha infuso nuova vita all’unico camino rimasto a Palazzo Diedo, ripensandone in chiave contemporanea il rivestimento interno, anticamente ricoperto da piastrelle in maiolica.

Utilizzando delle formelle di cotisso, ossia il vetro grezzo avanzato da fusioni precedenti, Brandolini d’Adda restituisce luce allo spazio grazie al gioco di riflessi sulla superficie irregolare del vetro, producendo una miriade di sfumature di colore, dall'arancione al rosso, fino al blu, evocando le tonalità tipiche del fuoco. L'installazione ricrea il calore che un tempo animava la stanza, proiettando nel presente la memoria del camino acceso.

  • Marcantonio Brandolini d’Adda, Untitled, 2025

    Marcantonio Brandolini d’Adda, Untitled, 2025

  • Marcantonio Brandolini d’Adda, Untitled, 2025

    Marcantonio Brandolini d’Adda, Untitled, 2025. Foto di Andrea Signori

  • Marcantonio Brandolini d’Adda, Untitled, 2025. Foto di Andrea Signori.

    Marcantonio Brandolini d’Adda, Untitled, 2025. Foto di Andrea Signori.

Foto di Massimo Pistore

Foto di Filippo Rossi / Marco Cappelletti Studio

2025

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Marcantonio Brandolini d’Adda (ita) site specific

Marcantonio Brandolini d’Adda

1991

Marcantonio Brandolini dAdda è un artista e designer che vive e lavora a Venezia. La sua pratica artistica si incentra sulla sperimentazione di varie tecniche scultoree a partire dai cotissi di vetro.

Oggi è Direttore creativo e AD di Laguna ~B, l'iconica azienda di bicchieri in vetro di Murano fondata dalla madre, Marie Brandolini, nel 1994. Oggi Laguna~B è conosciuta nel panorama internazionale per il suo approccio contemporaneo e di rottura al vetro artistico, e per le numerose collaborazioni con artisti e designer. Marcantonio ha inoltre curato varie edizioni della Venice Glass Week, ideando il premio Autonoma.

Brandolini d’Adda ha partecipato a mostre collettive quali L'Arca di Vetro. Animali nella Collezione Pierre Rosenberg (Le Stanze del Vetro, Venezia) e Vitrea (Triennale Milano, Milano). In precedenza, le sue sculture sono state esposte presso mostre collettive e personali presso Palo Gallery, New York PATERSON ZEVI Londra, il Museo del Vetro di Murano, Venezia; ALMA ZEVI a Venezia e New York City; e David Gill Gallery a Londra e St Moritz.

site-specific | opera permanente

Senza titolo

2025
Vetro

Marcantonio Brandolini dAdda reinterpreta il camino di Palazzo Diedo con un'installazione permanente in vetro.


Palazzo Diedo accoglie una nuova installazione site-specific di Marcantonio Brandolini dAdda (Parigi, 1991) Senza titolo, che fa eco agli undici interventi permanenti realizzati da artisti internazionali in dialogo con l’architettura e gli spazi del palazzo a cavallo tra il 2023 e il 2025. L'artista ha infuso nuova vita all’unico camino rimasto a Palazzo Diedo, ripensandone in chiave contemporanea il rivestimento interno, anticamente ricoperto da piastrelle in maiolica.

Utilizzando delle formelle di cotisso, ossia il vetro grezzo avanzato da fusioni precedenti, Brandolini d’Adda restituisce luce allo spazio grazie al gioco di riflessi sulla superficie irregolare del vetro, producendo una miriade di sfumature di colore, dall'arancione al rosso, fino al blu, evocando le tonalità tipiche del fuoco. Linstallazione ricrea il calore che un tempo animava la stanza, proiettando nel presente la memoria del camino acceso.

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Altre opere dell’artista - APRI

  • Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

    Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

  • Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

    Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

    Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

  • Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

    Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

    Piero Golia, Untitled (Floor), 2025

Foto di Filippo Rossi / Marco Cappelletti Studio

2025

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Avery Singer

Avery Singers

1987, New York, USA

Vanessa

2026

In questo nuovo lavoro Avery Singer sceglie il giocatore di poker come figura centrale: un protagonista che rispecchia il ruolo dell’artista, capace di riconoscere i pattern, anticipare il rischio e cogliere ciò che altri non percepiscono. Abbandonando i software di animazione, Singer si avvale di strumenti open-source e basati sull’intelligenza artificiale per selezionare e integrare immagini tratte dai conflitti bellici contemporanei del post-2001, riferimenti che rievocano la violenza di quel periodo, trasformandole in elementi costitutivi della sua pittura. Questi frammenti funzionano come strati sovrapposti all’interno di una composizione più ampia, portando in primo piano le complesse realtà che esistono al di fuori dello studio dell’artista, eppure facilmente trascurate nel quotidiano. È inoltre significativo il ricorso all’IA da parte di Singer per sviluppare i prompt e le parole chiave che guidano alcune fasi della generazione delle immagini: una scelta che introduce ulteriori riflessioni sui temi dell’automazione e del controllo, e che esplora le contraddizioni proprie dell’era digitale.

Avery Singer, Vanessa, 2026

Avery Singer, Vanessa, 2026

Foto di Joan Porcel Studio

2026

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Ayoung Kim

Ayoung Kim

1979, Seoul, KR

Dancer in the Mirror Field

2025

Dancer in the Mirror Field è un film di finzione speculativa che racconta una competizione annuale organizzata da una piattaforma di servizi di consegna. Coordinata da una misteriosa entità, la gara ha l’obiettivo di individuare la persona con i movimenti più ottimizzati. Il film riflette sull’ossessione contemporanea per l’efficienza e sugli effetti performativi che essa esercita sui corpi, al servizio di più ampie forze tecnologiche ed economiche.

Nell’opera, tre versioni della protagonista Ernst Mo (anagramma di “monster”) si contendono il titolo ambito in luoghi in cui passato e futuro sembrano intrecciarsi. Seguendo le istruzioni ricevute, le tre Mo iniziano il loro percorso in una grande struttura che ricorda un colosseo gladiatorio high-tech, ispirato agli eleganti centri commerciali di Hong Kong. Successivamente si lanciano in un inseguimento attraverso le strade al neon di una Hong Kong parallela. Nel corso del film riemergono diversi elementi provenienti dai lavori precedenti di Kim, insieme a cameo digitali di oggetti reali appartenenti alle collezioni di M+ e Powerhouse, i musei che hanno commissionato l’opera.

  • Avery Singer, Vanessa, 2026

    Ayoung Kim, Dancer in the Mirror Field, 2025

  • Ayoung Kim

Foto di Joan Porcel Studio e Matteo Catania, Hubove Studio

2026

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Joshua Citarella & New Models

Joshua Citarella

1987, USA

New Models
Caroline Busta & Lil Internet

1978 & 1982, USA

Online Marketplace of Ideas

2026

Man mano che l’internet mainstream si frammenta algoritmicamente in comunità di nicchia, la competizione per catturare l’attenzione degli utenti cessa di essere la sua forza dominante. Lo spazio della rete si è ormai suburbanizzato: il web sociale non si svolge più in grandi piazze condivise, ma si disperde in una costellazione di spazi chiusi, ciascuno con la propria atmosfera e cultura. Online Marketplace of Ideas — realizzato da Joshua Citarella e New Models con l’allestimento di sub — raccoglie un campionario degli oggetti che queste enclave digitali producono per il mondo fisico. Si tratta principalmente di merchandise da creator: t-shirt, cappelli e altri capi drop-ship, pensati per essere indossati. Il merch diventa uno strumento di comunicazione in quei contesti sociali che lo schermo non raggiunge, una metodologia analogica che risale a prima della cultura digitale. È anche la più antica forma di tecnologia del consenso: una volta stampati, questi oggetti diventano istantanee dell’ideologia e delle preferenze estetiche dei loro creatori in quel preciso momento; una volta indossati dai membri della comunità, diventano prova di appartenenza, attestato di una fede collettiva. In questo contesto compaiono anche opere di artisti che operano sul livello dei protocolli che regolano la produzione e la circolazione dei contenuti, ovvero l’infrastruttura che definisce il ruolo stesso dei creator.

  • Avery Singer, Vanessa, 2026

    Joshua Citarella & New Models, Online Marketplace of Ideas, 2026

  • Joshua Citarella & New Models, Online Marketplace of Ideas, 2026

  • Joshua Citarella & New Models, Online Marketplace of Ideas, 2026

Foto di Joan Porcel Studio e Matteo Catania, Hubove Studio

2026

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Palazzo Diedo
Berggruen
Arts & Culture

Contatti
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Fondamenta Diedo
Cannaregio 2386
30121 Venezia